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Il parto indolore

Il dolore del parto è l’evento che più allarma ogni donna in gravidanza: l’esperienza quotidiana dimostra tuttavia che questo sintomo è percepito in maniera diversa da persona a persona, per cui è perfettamente tollerato da molte signore, mentre altre lo percepiscono come molto intenso.

Il desiderio di attenuare o far scomparire il dolore nelle partorienti ha basi antichissime e sono stati proposti moltissimi rimedi più o meno validi; la storia riporta che il dott. John Snow a Londra pratica l’analgesia con cloroformio alla Regina Vittoria per la nascita del principe Leopoldo nel 1853 e nel 1857 per il parto della principessa Beatrice: questo metodo comportava la perdita di coscienza della gestante e la non percezione dell’immenso piacere del contatto immediato con il neonato.

Con il tempo quindi è prevalsa l’idea che il parto, vista, anche, la grande componente emotiva, deve essere vissuto dalle partorienti nel pieno delle proprie capacità fisiche e psichiche per cui la tecnica che più riusciva ad attenuare la componente algica, mantenendo la percezione della contrazione e della necessità di collaborare attivamente alle varie fasi del travaglio e della nascita era l’analgesia spinale con le sue varianti peridurale o epidurale (sinonimo) monodose o continua e subaracnoidea.

Su questa idea, dagli anni 30 su base teorica poi dagli anni 60 su basi più pratiche, si sono mosse diverse scuole anestesiologiche Cleland, Bromage ed in Italia Dogliotti, ma anche il Prof. Carlo Rossano ed i suoi collaboratori ad Ancona per mettere a punto una tecnica semplice, priva di rischi, e idonea a risolvere il problema.