OkNotizie
Segnalo
Technorati
Delicious

Analgesia per il travaglio di parto

L’ analgesia peridurale continua, come descritta in precedenza, è la tecnica in assoluto da noi più utilizzata, in rari casi, come verrà poi descritto eseguiamo la iniezione subaracnoidea, mai abbiamo associato le due tecniche in combinata come suggerito da altre scuole, pertanto la successiva descrizione si limiterà ai risultati ottenuti posizionando un catetere nello spazio peridurale.

La decisione di eseguire l’analgesia è stata sempre presa dalla gestante, sentito il parere del ginecologo e valutati gli esami ematochimici per escludere eventuali controindicazioni come turbe della coagulazione, si è sempre posizionata una cannula endovenosa, comunque necessaria per l’infusione di ossitocina e per controllare tutte le evenienze del parto, si è monitorizzato la pressione arteriosa l’elettrocardiogramma, e l’ossimetria oltre al battito cardiaco e alla tocometria, la scelta del momento è varia: iniziale nelle signore che hanno deciso in anticipo di far ricorso alla procedura, oppure a travaglio avviato quando la scelta è stata fatta per l’intensità delle sofferenze: si va dai 2-3 cm di dilatazione fino 6-7 cm; viene subito somministrata chirocaina a dosi di di 10-15 mg o marcaina 0,25% diluiti in 20-25cc di soluzione fisiologica: l’ effetto analgesico compare in 5-10 minuti e dura per due ore circa, in genere le signore dichiarano di percepire la contrazione non più associata a dolore, possono assumere qualunque posizione e in seguito scendere dal letto e deambulare se lo ritengono necessario, al bisogno si infondono dosi successive fino all’espletamento del parto.

La durata del travaglio è stata da 1 a 6,30 ore circa, attestandosi su una media di 2-3 ore: quasi sempre le signore hanno collaborato in sala parto mantenendo lo stimolo riflesso della spinta e quindi il periodo espulsivo non si è prolungato oltre la norma: non si è mai verificata la necessità di tagli cesarei, né di estrazioni strumentali del feto che è nato sempre vitale con un punteggio di Apgar tra 8 e 10: solo in un caso l’Apgar è stato di 5 per la presenza di una asfissia da giro di cordone ombelicale attorno al collo, ritornato alla norma nei minuti successivi con l’idonea assistenza rianimatoria. Anche il secondamento e la sutura dell’episiorrafia avviene in analgesia.

La quantità di anestetico somministrato (Chirocaina) è stata da un minimo di 25 mg ad un massimo di 65 mg diluito in 6,30 ore : quindi ben lontano da dosi anestetiche o peggio tossiche, tale modesta dose ha evitato effetti collaterali quali ipotensioni arteriose, alterazioni del ritmo cardiaco, blocco motorio e difficoltà respiratorie. Anche se descritte in letteratura non abbiamo mai riscontrato cefalea da puntura accidentale della dura madre, né infezioni del catetere che viene rimosso subito dopo il ritorno nella stanza di degenza, né tanto meno emorragia dello spazio peridurale

Tutte le signore che hanno fatto ricorso a questa metodica si sono dichiarate soddisfatte del risultato.
A completamento di quanto sopra trattato, si riporta la modesta esperienza acquisita con l’analgesia mediante spinale subaracnoidea, cioè con la somministrazione diretta dell’anestetico nel liquor cerebro-spinale: è stata utilizzata in signore che hanno richiesto l’ analgesia solo a dilatazione praticamente completa e con la ragionevole certezza che la nascita sarebbe avvenuta nell’arco di 60-90 minuti. E’ una tecnica estremamente semplice viene praticata con un ago 27 o 29 G. (0,6 – 0,4 mm) in maniera totalmente indolore: appena fuoriesce il liquor si inietta una dose di marcaina iperbarica 1 % di 3-4 mg : l’effetto antalgico è immediato, il blocco motorio appena percettibile, ma già scomparso al momento dell’ingresso in sala parto per la fase espulsiva, non si sono verificate ipotensioni importanti né altre complicazioni: tuttavia il limite di questa metodica è l’impossibilità di regolarne la durata che si limita ai tempi sopra descritti di 1-1,30 ore, per cui a parte casi particolari, non riteniamo sia la tecnica di elezione per una ottimale analgesia del parto.