OkNotizie
Segnalo
Technorati
Delicious

Origine del dolore nel travaglio

Le doglie iniziano col periodo dilatante e terminano a secondamento espletato.

Con la sutura delle lacerazioni o dell’episiotomia, il tutto dura in media dalle 14 alle 16 ore. Durante tutto questo periodo il dolore non presenta la stessa caratteristica, ma si modifica sia per qualità, sia per intensità e per luogo di percezione.

Questo perché durante il travaglio vengono interessate, con modalità diverse, strutture anatomiche viscerali e cutanee che hanno una innervazione sensitiva completamente differente. I dolori del periodo dilatante vengono in genere percepiti come sordi, crampiformi, aumentano d’intensità durante l’apertura dell’ostio e raggiungono il loro massimo ad una dilatazione di 6-8 cm, sono dovuti in parte alle contrazioni uterine, allo stiramento dei vari legamenti dell’utero ma soprattutto alla dilatazione del collo uterino che è dotato di una ricca rete di terminazioni nervose sensitive.

I dolori del periodo espulsivo sono avvertiti come acuti, laceranti e d’intensità maggiore rispetto a quelli del periodo dilatante. Sono dovuti all’iperdistensione della vagina, del perineo, della vulva, alla compressione esercitata dalla testa del feto sui nervi sacrali ed otturatori, ed alle lacerazioni perineali o all’episiotomia.

I dolori del secondamento dipendono dalla compressione dell’utero e dai punti di sutura delle lacerazioni e dell’episiotomia. Per raggiungere il cervello ed essere percepiti come sofferenze questi stimoli attraversano il midollo spinale a diversi livelli e con fibre nervose di vario calibro e natura, ed è a su queste strutture anatomiche che agiscono le tecniche di analgesia descritte in questo sito.